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A ferro e fuoco.

L’OCCUPAZIONE ITALIANA DELLA JUGOSLAVIA 1941-1943

A ferro e fuoco.

   L’OCCUPAZIONE ITALIANA DELLA JUGOSLAVIA 1941-1943   

IX. La fine

1. 25 luglio 1943

Fin dagli inizi del 1943 l’impegno militare italiano in Jugoslavia comincia a ridursi: gli impegni operativi vengono limitati e le posizioni più esposte vengono abbandonate. Dopo il 25 luglio il disimpegno si accentua …
I partigiani si impadroniscono di armi e munizioni italiane dopo la resa dell’8 settembre

2. 8 settembre 1943

La gran parte dei militari italiani nei Balcani, compresi i comandi, vengono a sapere dell’armistizio dall’annuncio di Badoglio alla radio. Le informazioni riservate che prospettavano l’armistizio …
Funerali delle vittime, Parenzo 1943

3. Slovenia e Istria

Dalla Slovenia e dalla Dalmazia le truppe italiane cercano di raggiungere il territorio nazionale, aiutate spesso dalla popolazione locale. A Fiume, il generale Gambara, inviato dal Comando supremo per attaccare i tedeschi …
La Divisione "Italia-Matteotti" in un momento di sosta, inverno 1944-45

4. Divisione Italia

A Spalato la Divisione Bergamo collabora con i partigiani e resiste agli attacchi tedeschi fino a fine settembre. Dopo aver occupato la città, i tedeschi fucilano 50 ufficiali e deportano i soldati. Un gruppo di carabinieri sfugge …
Reparti della divisione partigiana Garibaldi sfilano per le vie di Pljevlja nell’ottobre 1943

5. Divisione Garibaldi

In Montenegro i comandanti delle quattro Divisioni del XIV Corpo d’Armata non intendono arrendersi ai tedeschi e sostengono i loro attacchi per vari giorni. Dopo alcuni scontri con i partigiani, si giunge ad un accordo …
Internati militari italiani nei Balcani

6. Internati Militari Italiani

Nei giorni immediatamente successivi all’8 settembre 1943, la Wehrmacht disarmò complessivamente, 1.006.730 militari italiani: 518.022 in territorio metropolitano, 58.722 nella Francia sudorientale …