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A ferro e fuoco.

L’OCCUPAZIONE ITALIANA DELLA JUGOSLAVIA 1941-1943

A ferro e fuoco.

   L’OCCUPAZIONE ITALIANA DELLA JUGOSLAVIA 1941-1943   

3. Slovenia e Istria

Dalla Slovenia e dalla Dalmazia le truppe italiane cercano di raggiungere il territorio nazionale, aiutate spesso dalla popolazione locale.
A Fiume, il generale Gambara, inviato dal Comando supremo per attaccare i tedeschi, consegna invece loro la città.
Nei dintorni di Gorizia, partigiani sloveni ed operai dei cantieri di Monfalcone cercano di resistere alle truppe germaniche. Di lì a poco un’assemblea convocata dal movimento di liberazione proclama l’annessione alla Slovenia del Litorale, comprese Trieste e Gorizia.
A Pisino invece viene proclamata l’annessione dell’Istria alla Croazia. Nell’interno della penisola istriana per circa un mese il potere viene assunto dalla autorità partigiane che, come nelle altre zone libere in Jugoslavia, procedono all’eliminazione dei “nemici del popolo”, in questo caso tutti italiani, nella misura di circa 500 persone

Che cosa accade in Istria dopo l’8 settembre 1943?
Cosa comporta in Istria la presa del potere da parte del Movimento Popolare di Liberazione jugoslavo?
Che cosa accade in Slovenia dopo l'8 settembre 1943?
I crimini italiani in Jugoslavia certo non giustificano, ma possono aver influito sulle successive stragi di italiani nella Venezia Giulia?