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A ferro e fuoco.

L’OCCUPAZIONE ITALIANA DELLA JUGOSLAVIA 1941-1943

A ferro e fuoco.

   L’OCCUPAZIONE ITALIANA DELLA JUGOSLAVIA 1941-1943

2. Collaborare?

Le autorità italiane costituiscono una Consulta provinciale, formata da esponenti locali e presieduta dall’ex bano (governatore) dei tempi jugoslavi, Natlačen.
Fondamentale risulta l’appoggio accordato agli italiani dal vescovo Rožman, che vede nella nuova amministrazione una garanzia per l’ordinamento sociale e religioso della Slovenia ed un antemurale contro l’influenza comunista.
Natlačen lascia presto la consulta, muovendosi successivamente su due fronti, fra dichiarata lealtà al governo jugoslavo in esilio a Londra e collaborazione con i fascisti, sino alla costituzione della Milizia volontaria anticomunista (MVAC).
Natlačen viene assassinato nell’ottobre 1942 dalla Resistenza.
Lo stesso giorno, per rappresaglia, le autorità di occupazione fucileranno 24 ostaggi davanti alla sua casa. L’ambivalenza degli elementi conservatori della società slovena, che da un lato confidano negli alleati occidentali per poter realizzare una nuova Slovenia a guerra conclusa e dall’altro collaborano attivamente in chiave anticomunista con i fascisti prima, i nazisti poi, permane sino alla fine della guerra.

Come nasce la Resistenza in Slovenia?
Chi decide di collaborare e perché?