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A ferro e fuoco.

L’OCCUPAZIONE ITALIANA DELLA JUGOSLAVIA 1941-1943

A ferro e fuoco.

   L’OCCUPAZIONE ITALIANA DELLA JUGOSLAVIA 1941-1943

3. La rivolta serba

Nel corso dell’estate del 1941 la popolazione serba della Bosnia e dell’Erzegovina comincia a ribellarsi alle autorità di Zagabria. 
La rivolta è attizzata dalle violente persecuzioni antiserbe scatenate dagli ustaša.
I ribelli si rifanno alla tradizione delle insurrezioni antiturche ed antiasburgiche e sono guidati dai leader delle comunità rurali: pope, maestri, possidenti.
A fine luglio compaiono anche i partigiani comunisti, che però hanno ancora un ruolo circoscritto. Gli insorti in genere non attaccano i soldati italiani, che a loro volta spesso li guardano benevolmente.
La crisi dell’ordine pubblico e l’incapacità delle autorità croate di venire a capo della ribellione spingono i comandi italiani ad assumere direttamente il controllo della cosiddetta “Seconda zona”, espellendo le milizie ustaša ma talvolta lasciando in armi quelle serbe.

Perché gli italiani decidono di occupare la seconda zona ossia la zona costiera croata?